Caro Presidente,


mi permetto di sottoporre alla sua cortese attenzione questo album.

È la mia storia e quella di tante altre persone che finora non hanno avuto nessuna possibilità di raccontarla.

Il primo novembre del 1943 in Conca della Campania e più precisamente nella frazione di Cave, furono massacrati per rappresaglia 18 persone, tra cui mio padre e due adolescenti.

Questa fu la risposta ad un patto scellerato per un nazista ucciso in un’altra frazione chiamata Orchi. In tutto morirono assassinate quaranta persone.

Su questa nefandezza mai nessuno ha fatto luce e sul Comune sono scomparse tutte le prove che potessero documentare tale barbarie e ricavarne un documento storico.

Sul posto dove furono trucidati non vi è un simbolo che ricordi il sangue che lì fu versato abbondantemente.

Nessun sindaco ha avuto la sensibilità di ricordare simili efferatezze e tutto giace nel famoso “armadio della vergogna” al Viminale a Roma, inaccessibile a tutti o depositati in qualche archivio americano.

L’attuale sindaco, più volte sollecitato da me e dagli organizzatori della mostra, è rimasto sordo ed indifferente ad ogni appello per essere coinvolto insieme ad altri comuni nella costruzione di un “parco della memoria” che dovrebbe sorgere nella zona.

Mi rivolgo a lei affinché sensibilizzi il sindaco e la popolazione a trovare la memoria che qui si è persa completamente.

Confido molto nella sua grandissima umanità morale e culturale.

La saluto con affetto insieme alla simpaticissima signora Franca.

Conca della Campania, 24 febbraio 2003