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Sono qui a ricordare mio padre, insieme a tutti quelli che subirono la stessa atrocità della follia nazi-fascista, tra cui due adolescenti (uno dei quali fu trucidato per primo perché urlava la sua paura), furono vittime indifese senza armi, né distintivi, né divise, esseri innocenti e pacifici.
Quel giorno, l’erba da sempre verde cambiò colore, unica tenace testimone, di un efferato delitto, su cui la cosiddetta società civile ha steso, per 60 anni, un colpevole silenzio, facendo scomparire tutte le prove che potessero testimoniare e farne un documento storico.
Internet che grande invenzione!
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